Le Etiopiche (1972-1973)

4° CICLO

Testi e disegni di Hugo Pratt

Questo ciclo comprende gli episodi dal 18 al 21, tutti collocati nel 1918, e l’azione si svolge in Medio Oriente.

Il deserto dello Yemen funge da ambientazione a Nel nome di Allah misericordioso e compassionevole dove Corto incontra Cush, il guerriero dancalo che, nonostante l’amicizia che lo legherà a Corto, non smette di ostentare apertamente la sua sprezzante intransigenza nei confronti di una certa cultura “bianca”. Ne L’ultimo colpo la cocciutaggine del capitano Bradt, comandante di un piccolo fortino nel deserto della Somalia britannica, viene posta a confronto con l’atteggiamento irritante di Cush, le cui ragioni sono difese da Corto Maltese che, costretto in cella, non potrà intervenire che a tragedia quasi conclusa. Il tema della codardia, già trattato da Pratt in questa serie, ritorna d’attualità in "... e di altri Romei e di altre Giuliette", ambientato nel deserto etiopico. Corto Maltese e Cush, ancora insieme, conoscono da vicino la paura e il panico di essere uccisi, mettendo a nudo le molte debolezze umane che albergano in loro. Inquietante la figura dello sciamano Shamael, che sa ascoltare la voce dei morti e dei diavoli. I fondali scenici di Leopardi si spostano nell’Africa Orientale tedesca in una storia onirica che descrive i meccanismi di una giustizia africana che spesso opera al di fuori della legge dei bianchi.