Il desiderio di essere inutile

Hugo Pratt

Il desiderio di essere inutile

€ 38.50

Hugo Pratt

Il desiderio di essere inutile

€ 38.50

Lingua

ITA
italiano

Formato

16×23
brossura

Pagine

432
Colori

Editore

Cong Edizioni

sito web

Anno

2022
novembre

Tipologia

libro-intervista
nuova edizione

La storia

Curioso miscuglio di ascendenze franco-inglesi, giudaico-spagnole e turche, Hugo Pratt nasce veneziano e forma la sua adolescenza in Etiopia dove scopre il fascismo e I’amore, impara a disegnare e a detestare iÌ colonialismo. Nella Venezia liberata, indossa tutte le uniformi possibili, nemiche e alleate. A ventidue anni, s’imbarca per Buenos Aires, dividendo il suo tempo tra fumetti, viaggi e stravaganze mondane. Crea circa novemila tavole disegnate, da L’Asso di picche a Corto Maltese, personaggio culto dagli anni Settanta ai Novanta. Da un’avventura all’altra, compie più volte il giro del mondo, sulle tracce di Rimbaud, Stevenson, Jack London e tanti altri amici noti e meno noti. “La mia vita è cominciata molto prima che nascessi, e credo continuerà senza di me per molto tempo ancora”, scrive Pratt.

L’altro viaggio è interiore. Esperto di cabala, iniziato al vudu, esploratore dell’arcano in sei o sette lingue apprese e parlate e in trentamila libri letti e colìezionati, Hugo Pratt è il misterioso gentiluomo di Venezia che si incontra in questo libro assieme alle sue sorelle nere, ai suoi cugini indiani, alle sue donne, ai suoi personaggi, ai suoi amici e alla morte….

Il libro è arricchito di disegni, acquerelli e foto di Hugo Pratt.

L'autore

Hugo Pratt intervistato da Dominique Petitfaux

Ne II desiderio di essere inutile Hugo Pratt accetta per Ia prima volta di raccontare la storia della sua vita, dal 1927 al 1991, e di rivelare una parte del suo universo interiore.

Le origini

Il desiderio di essere inutile è stato pubblicato per la prima volta in Italia da Lizard Edizioni nel 1996. La prima edizione francese invece è del 1991, Éditions Robert Laffont

Info

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precedenti

Per i collezionisti

L'opera

Il desiderio di essere inutile
Il desiderio di essere inutile è il più bel regalo che Pratt si è fatto e ci ha fatto, insegnandoci che tutto torna e quando si pensa di essere vicini ad un finale è proprio il momento in cui si riparte verso un altrove che ubbidisce solo all’immaginazione.
Il Desiderio è davvero un viaggio nell’immaginario di Hugo Pratt, dove il confine sottile tra verità nascoste e menzogne verosimili ripercorre il tipo di narrazione delle storie di Corto Maltese, un libro in cui c’è molto da leggere e altro ancora da scoprire per chi ha voglia di cercare, tra pagine dove ironia, romanticismo, divertimento e spirito d’avventura convivono deliziando il lettore. Dario Vergassola firma la prefazione a questa nuova edizione italiana, insieme a quella storica di Vincenzo Mollica, ed entrambi in puro spirito prattiano concorrono a celebrare questo inno alla vita.
Inoltre, oggi Il desiderio di essere inutile si arricchisce di immagini inedite di Hugo Pratt lungo le rotte delle sue tredici vite, mentre altre sono state ri-digitalizzate dal recupero degli originali, offrendo agli amanti di Hugo Pratt una nuova porta di ingresso al suo mondo.


[…] Corto esiste perché c’è stato un signore che lo ha pensato e inventato sulla base della sua vita. E la vita di Pratt è una roba pazzesca, sono 150mila Corto Maltese messi assieme..


Dario vergassola – prefazione all’opera



[…] Piaceva molto ad Hugo Pratt il titolo che aveva inventato per questo libro: il desiderio di essere inutile, titolo che suonava come un lampo di poesia, come un aforisma, come un pensiero zen. In queste pagine il Maestro racconta la sua vita, Ia sua anima awenturosa, le complicita che ha seminato per il mondo, gli amori, i sogni, i disincanti, I’arte, la cultura. Curiosamente per narrare la sua vita ha scelto la forma dell’intervista, la parola parlata anziché scritta, ha affidato alla sua voce il compito di fermare la memoria, il tempo, i sentimenti, le immagini, le persone di quella che è sicuramente la sua storia più bella, che ha voluto tramandare alla maniera dei trovatori, dei fabulatori, di quelli che hanno fatto della fantasia il pianeta da esplorare.


Vincenzo Mollica – prefazione all’opera


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